Designer che amo: cabina rizzo

Uno spazio nel pieno centro di Palermo, un co-work “The District”, che ospita artisti e creativi. 

Due sorelle, Miriam e Fabiana, la cui storia fatta di scambio, amore e nostalgia si intreccia con l’impegno sociale e l’assenza di confini. 

Oggi vi porterò alla scoperta del brand Cabina Rizzo e delle protagoniste di questa favola nata in un periodo storico che ha toccato profondamente le vite di tutti noi. 

Cambiandole per sempre. 

Chi è Cabina Rizzo?

Cabina Rizzo è il brand nato per dare voce all’amore per il nostro mare e ad una nostra mancanza, la nostra vita prima del Covid-19.

Avevamo bisogno di dire “mi manchi” ai nostri luoghi del cuore, alla nostra Mondello

Cabina. Fino a qualche tempo fa una caratteristica del lungomare di Mondello, ma anche metafora di qualcosa dal sapore antico. 

M. Esattamente. Nel nostro ricordo, da bambine, quando andavamo al mare avevamo uno sguardo addosso da tutte le mamme del cortile, eravamo i figli di tutti e giocavamo insieme, c’era molta fiducia. Oggi è tutto cambiato e quella genuinità fatta di scambio e amicizia non esiste più. 

Per noi le cabine rappresentano un simbolo di comunità, di aiuto, di scambio.

Mondello come nucleo e scambio col mare, un fluire di immagini che non mi è difficile immaginare dentro le vostre collezioni. Me ne volete parlare? 

F. Il mare per noi è nei colori delle nostre collezioni, declinate nei toni del rosa, blu oltremare, color sabbia. Principalmente si riflette nei colori e nelle forme strutturate, ma fluide. 

M. Gli anelli sono molto materici, forti, duri, ma indossati, sono sorprendentemente morbidi perché sono confortevoli. Il mare è per noi presente in qualsiasi cosa produciamo, ha un forte richiamo visivo.

La moda è uno strumento per rilanciare l’imprenditoria femminile come rete di salvataggio e come libera manifestazione di un pensiero

F. Cabina Rizzo è un sogno che nasce insieme a mia sorella, perché

avevo voglia di dare voce alle mie ispirazioni, rendermi finalmente libera dai condizionamenti e poter dire la mia come stilista e come imprenditrice.

Ho da sempre avuto la passione per la moda, dopo anni di studio e duro apprendistato presso gli atelier più importanti della città, ho infine avuto l’onore di lavorare per Dolce e Gabbana come staff sartoriale per la sfilata che si è tenuta in Sicilia. 

M. Ho lavorato per anni nel sociale, soprattutto con le donne ed ho imparato che l’autodeterminazione è la chiave per essere libere. La mamma di Cabina Rizzo è Fabiana, io sono il suo accessorio, da tutti i punti di vista. Lei è l’anima del nostro progetto, nei suoi abiti, nel suo talento, io ruoto intorno al suo mondo. 

La vostra prima collezione si chiama “6 Bello” perché oltre alla contaminazione del mare, c’è l’elemento del viaggio. Per ogni palermitano che si rispetti, il “6 Bello” era l’autobus che portava da Palermo a Mondello. Lo stacco dalla quotidianità alla vacanza, ad un’idea di spensieratezza e di leggerezza che le vostre collezioni riflettono. 

F. Con il “6Bello” abbiamo voluto fare una collezione di abiti ed accessori che rappresenta anche un modo di concepire la realtà e la vita. Che sia un momento di leggerezza e gioia di vivere. 

M. Vestire e vestirsi è un’azione fondamentale nel modo in cui si affronta la realtà e creare solo abiti ci sembrava riduttivo. Io e mia sorella tutte le mattine dopo esserci vestite andiamo a cercare il cofanetto dei gioielli. E’ proprio questo gesto che abbiamo voluto riproporre all’interno della nostra collezione, perché ciascun accessorio avesse un suo preciso significato nell’ottica di mostrarsi e mostrare sempre il meglio di sè.

Impariamo a vivere come se fossimo su un palcoscenico, perdoniamoci tante cose e vogliamoci bene. Il nostro motto è “Fai il tuo show, sii protagonista, divertiti, goditi la vita”.

Miriam, per i tuoi anelli utilizzi esclusivamente il bronzo. Un materiale vivo, antichissimo e oggi poco utilizzato. A me il bronzo piace molto perché ha delle tonalità calde, più chiaro o più scuro, è fluido ma non è gridato.

M. La scelta del bronzo nasce dalla statua della Sirenetta nella piazza di Mondello. La Sirenetta non è mai stata completata ed oggi è mangiata dalla salsedine ma è bellissima così, nella sua unicità ed imperfezione, per questo ho scelto il bronzo.

Quando acquisti uno degli anelli della collezione, devi sapere che stai comprando un metallo vivo, che reagisce con l’ambiente e con il ph della pelle in maniera totalmente differente. Rispetto all’acciaio, ad esempio, cambia e bisogna avere la consapevolezza di questo. Chi lo acquista sa già che lo dovrà amare, lo dovrà mantenere, che insomma dovrà dedicargli delle attenzioni.

Con la vostra attività portate avanti un tema a me molto caro, quello per una moda più sostenibile, perché le collezioni sono fatte interamente a mano e su misura, molto spesso con materiali di recupero. Un tema molto importante, soprattutto in questo momento di grandi stravolgimenti umani e sociali. Più andiamo avanti, più ha senso comprare dei vestiti che facciano stare bene, che testimoniano un’identità piuttosto che un’appartenenza.

F. Assolutamente, è un movimento che sta tornando. Ricordiamoci che la tradizione nella moda è la sartorialità.

Chi compra da noi fa un acquisto consapevole, perché dietro ogni abito c’è un progetto, un’idea, delle mani che cuciono, limano, creano. 

M. E’ un altro tipo di commercio, se vogliamo considerarlo così, in realtà se mi perdonate il termine, è anche la manifestazione di un’espressione artistica, di un confronto col cliente. Spesso le nostre clienti ci parlano delle insicurezze sul loro fisico, sulle loro mani, quando ci mandano le fotografie indossando i nostri capi o accessori le troviamo splendide, non perché indossano le nostre creazioni, ma perché lo sono davvero.

Troppo spesso le nostre paure nel mostrarci sono totalmente ingiustificate, per questo cerchiamo con il nostro lavoro di portare avanti l’idea della bellezza nella sua unicità. 

A proposito di bellezza nell’unicità, avete lanciato un progetto fotografico sulle Donne di Mondello.

F. Abbiamo voluto fortemente questo progetto per rendere un omaggio alla Mondello che viviamo noi, il microcosmo che ci ha sempre abbracciate.

Le donne che abbiamo scelto sono delle icone di Mondello: Valeria, Ina, Maya, Patrizia, Clelia, Pupetta, Amalia, Rita. Sono donne da ammirare, con delle storie uniche, mogli, amiche che rappresentano la borgata e che con la loro presenza fanno vedere un altro volto di Mondello, che non è soltanto reti da pesca e pescatori, ma anche progettualità e duro lavoro. 

Il mare in inverno non è lo stesso dell’estate. Mi anticipate qualcosa sulla vostra prossima collezione? 

F. La prossima collezione sarà molto più allegra, perché è estate e abbiamo una grandissima voglia di esorcizzare questo momento.

Anche questa sarà incentrata su una mancanza, una nostalgia, ovvero la convivialità, che però speriamo di recuperare presto. 

F. Noi viviamo circondate da amici, sono la nostra famiglia ed il nostro supporto. Ci mancano le tavolate tutti insieme a chiacchierare fino a notte fonda.

La nostra collezione sarà dedicata a loro, agli amici. 

Con l’augurio di portare il nostro meraviglioso mare sempre più lontano. 

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