Designer che amo: BluRame

Lilly, Marcella, Stefania, Manuela.

4 donne, 4 personalità, 4 diverse anime racchiuse dentro bellissimi sorrisi, 4 facce di una stessa medaglia, che sono riuscite a realizzare un sogno inaugurando, poco più di un anno fa, questa piccola bottega davanti al Tribunale di Palermo dove ridanno vita tramite pittura, scultura e restauro a tutto ciò che è destinato ad essere relegato all’oblio o buttato.

Oggi sono stata un pò di tempo con loro e fra una risata ed un caffè abbiamo chiacchierato di sogni, progetti, idee ma anche di Palermo e di integrazione.

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Ragazze, mi volete raccontare la vostra esperienza? Cos’è e come è nato BluRame?

BluRame nasce dall’urgenza che ciascuna di noi ha di creare uno spazio personale dove poter dare libero sfogo alla nostra creatività. Tutte e quattro proveniamo da lavori che non permettono di esprimere appieno la nostra voglia di vivere, di sperimentarsi e di rimettersi in gioco. Qui a BluRame tutto è colorato, allegro, vitale, è il nostro modo di comunicare, è il nostro nido ed un punto di incontro per tutti gli amici che vogliono soltanto sedersi a chiacchierare o a raccontarci storie di tradizioni e di leggende legate alla nostra bellissima terra.

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Dare nuova linfa a vecchi oggetti, magari in disuso e messi da parte, è un processo non soltanto creativo ma che nasconde una filosofia vera e propria. Dagli specchi con le cornici create con pezzi di legno di recupero, alle collane fatte con elementi di acquasantiere antiche, trovo che in tutto questo assemblare e riassemblare vi sia un qualcosa di fortemente poetico, come se voleste parlare all’anima di un oggetto e riprodurne una versione nuova ma carica di significato. Cosa si nasconde dentro questo processo?

Il laboratorio in effetti ha per noi questa valenza. Dietro ogni oggetto che creiamo c’è la nostra idea di Sicilia, di tradizione e di innovazione. Guardare ogni oggetto con occhi nuovi, rispettandone la storia e le sue caratteristiche è per noi imprescindibile, dare una nuova vita o significato ad un oggetto, unendo design e nuovi colori, è un modo per riallacciarsi alla tradizione nella quale troviamo spunti e nuovi punti di vista.

Nella vostra creatività c’è tanta Sicilia. La Sicilia dei pupi, delle maioliche, delle coffe, da dove traete ispirazione?

(Lilly) L’idea di far risaltare la nostra idea di Sicilia riparte dai simboli della tradizione: dal fico d’India, al pupo, alla coffa, che diventano oggetti dal design unico e ricercato. Siamo molto legate alle storie e alle tradizioni degli oggetti che creiamo. Ci capita spesso che i clienti stessi ci chiedano la storia della coffa o della Pupa di Zucchero, protagoniste di alcune collezioni che abbiamo proposto in passato.

(Marcella) Tutti i nostri oggetti partono da una storia antica che ci piace raccontare e reinterpretare. Ci piace moltissimo festeggiare le tradizioni tipiche, come la Festa dei Morti o Santa Rosalia. BluRame è uno spazio che vuole essere non soltanto laboratorio ma anche un luogo d’incontro e d’ispirazione. Questa è per noi la cosa più bella del nostro lavoro, creare un circuito di idee per realizzare oggetti con un’anima.

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Palermo è una città piena di contrasti e voi col vostro lavoro fate emergere quest’anima inquieta e bellissima. Colori vividi, superfici materiche, tratti forti. Qual’è il legame con questa città che oggi è una fucina enorme di idee ed ispirazioni?  

(Lilly) Sono umbra ed ho vissuto 20 anni a Roma prima di trasferirmi a Palermo. Quando ho deciso di trasferirmi non la conoscevo, tutto quello che sapevo era che fosse una città di mafia, sporcizia, per me non esisteva altro. Sono rimasta letteralmente travolta da quello che ho trovato: il saper accogliere le persone, la vostra solidarietà, il dare prima il cuore e poi chiederti “ti è servito?”. Non sei mai diverso, anzi, se sei diverso è perchè sei privilegiato rispetto agli altri, non è mai perchè sei ghettizzato. E’ vero però che esiste una sorta di codice del rispetto, ovvero, la fiducia e l’altruismo che date è sempre commisurato alla dose di rispetto della persona che avete di fronte. La parola a Palermo vale molto di più di una firma, cosa che in altre regioni non esiste.  Questa è una realtà che non esiste in nessuna parte d’Italia e che oggi ho la fortuna di poter chiamare Casa.

Anche da un punto di vista creativo Palermo è una realtà nascosta. Da una parte c’è la città sonnolenta e decadente, dall’altra esiste un fermento creativo in piena esplosione. Un magma che ancora non sa dove debba esplodere.

(Lilly) Questo è vero, ma c’è un motivo. La Sicilia non dimentichiamoci che è un’isola immensa, ma un’isola, ed è abituata ad accogliere e a confrontarsi con la diversità. In realtà tutto questo non è nascosto: è normale. Ciò che a Roma è il diverso, da voi è la normalità. Voi non avete mai cancellato la vostra diversità: i mercati sono arabi, il pane è francese, il cibo è spagnolo, c’è un mantenimento di ciò che avete vissuto che vi porta ad avere delle particolarità che il resto del mondo non possiede più perchè, o il peso della tradizione schiaccia o cancella. Delle 4 socie di questa micro realtà il fatto che due siano palermitane e le altre no la dice lunga (Manuela ride) .

Legami, creatività, ispirazione, contrasti. Qual’è il lavoro al quale siete rimaste particolarmente affezionate?

(Marcella) Sicuramente è stato quando un cliente ci ha commissionato delle coffe come regalo di Natale per i propri clienti. E’ un progetto al quale siamo legate perchè è stato un processo creativo lungo e che ci ha coinvolte tutte allo stesso modo. In ogni coffa possiamo dire che c’è un pezzettino di ciascuna di noi. Ogni bozzetto veniva scambiato e discusso, maneggiato, elaborato, in un periodo in cui neanche ci incontravamo spesso in laboratorio e quindi messaggi, commenti, schizzi. La creatività era il linguaggio comune che ci ha legate ancora di più. E’ stato un progetto lungo e abbastanza impegnativo perchè non è stato semplice legare le coffe alla tradizione natalizia. Il suo successo è dovuto alla grande sinergia che si è creata fra noi quattro durante il processo creativo ed il committente.

Dopo questa commissione abbiamo realizzato la collezione di coffe per il mare.

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Quali sono i vostri progetti futuri?

Sicuramente il sogno di tutte noi è che questo laboratorio diventi sempre di più un punto di riferimento che possa permetterci di crescere in questa attività meravigliosa e di poterci dedicare full time, sperimentando materiali e tecniche diverse.

(Marcella) Uno dei progetti a cui sono molto legata è stato il laboratorio per bambini che abbiamo organizzato lo scorso anno. Mi piacerebbe organizzare dei workshop per le signore e dei laboratori per bambini.

Questo per me sarebbe un modo meraviglioso per portare un pò di creatività ed arte in questa nostra splendida città. Dopotutto è lo spirito con il quale un anno fa abbiamo alzato per la prima volta la saracinesca di questo piccolo laboratorio.

Se volete scoprire anche voi un pezzettino di Palermo, BluRame è aperto il lunedì, mercoledì e venerdì in Corso Alberto Amedeo 230.

Per informazioni e contatti le trovate al link su Facebook.

BluRame fa parte del circuito Alab, Associazione Liberi Artigiani-Artisti Balarm, un itinerario tra artigiani, artisti e laboratori che si snoda per le vie del centro storico di Palermo. https://www.alabpalermo.it

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