Il gender siamo noi (genitori)

Nel 2018 è sacrosanto che i bambini possano e debbano esprimersi seguendo le proprie inclinazioni ed aspirazioni. Ma c’è un però. Non credo sia vestire il proprio figlio di rosa o comprargli smalti e vestiti da femmina o al contrario trattarlo da maschio. Credo che la divisione fra maschi e femmine la facciamo noi tutti i giorni ed ogni giorno dovremmo combattere questa diseguaglianza.

Chi ha detto che un bambino non possa fare un corso di danza o canto? Chi ha stabilito che le femmine siano più brave in italiano ed i maschi in matematica e scienze? Ieri ad una festa di bambini seienni parlavo con le altre mamme e mi stupivo nel constatare quanto siamo Foto Ambrinonoi genitori a perpetrare queste differenze anche se poi sbandieriamo la nostra modernità comprando mocio e paletta o facciamo vestire da Elsa di Frozen il maschietto di turno.

Nella classe di mio figlio ci sono tanti maschi e poche bambine. Le mamme delle femmine fanno amicizia fra loro, perchè sai così ci vediamo il pomeriggio fra femmine così giocano meglio insieme.

Un altro esempio. MIo figlio ha una amichetta del cuore e spesso mi dice che vorrebbe fare il pigiama party con lei e un altro bambino.

“Non si può, perchè una femminuccia con due maschietti non può dormire.”

Scusate, ma non siamo noi che vediamo sempre malizia? Sono bambini ed invece siamo alla ricerca della simpatia particolare, dell’amore.

Forse forse a quest’età possiamo sperare che si gettino le basi del rispetto verso le donne? Non sono diverse, non sono uguali, sono persone. Maschi e femmine possono essere amici, può esistere l’amicizia senza il sesso e si può cantare e ballare senza per questo volersi vestire di rosa confetto.

Oggi facciamo troppa psicologia ma siamo troppo smaliziati, in un’epoca che instilla gocce di sesso ovunque e comunque. Abbiamo paura: di stupri, di droga, di violenza, dei neri, dei tatuaggi, di chi è diverso, della malattia, della deformità, di chi ama lo stesso sesso, di mangiare troppo, di mangiare troppo poco, di fare sport, di essere depresso, di fallire, di lasciarsi, di viaggiare, di volare. Siamo vegani, vegetariani, fruttariani, vogliamo sapere l’origine delle uova, del formaggio il nome della mucca che ha prodotto il latte che beviamo, facciamo sport olistici, teatro ma solo impegnato, balliamo per riscoprire il nostro io più profondo. Vivendo sempre tutto con stress e sempre con estrema razionalità.

Non facciamo qualcosa perchè vogliamo semplicemente scoprire la sensazione che si prova nel fare una determinata cosa, ma lo facciamo per moda, per dire al mondo che anche noi siamo persone impegnate e con un’interiorità molto forte.

Sappiamo tanto, ci informiamo tanto ma non sappiamo più cosa sia la semplicità, la spontaneità dei gesti e delle attitudini. Forse, dovremmo imparare a guardare più spesso  i bambini e rispettare la loro semplicità, lasciandoci trasportare dalla corrente una volta ogni tanto.

 

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