La prima elementare. Ovvero tutta la competizione che avevate dichiarato non avreste mai avuto nei confronti di altri bambini ed invece avrete

“Ho dodici anni. Vado alla sinagoga. Chiedo al rabbino qual è il significato della vita. Lui mi dice qual è il significato della vita. Ma me lo dice in ebraico. Io non lo capisco, l’ebraico. Lui chiede seicento dollari per darmi lezioni di ebraico” (cit. Zelig- Woody Allen)

prima elementare .png  Ok, ok vostro figlio ha 6 anni suonati. Deve andare in prima elementare. Sì è piccolino, sì è maschio quindi immaturo (ma resterà così fino alla fine dei suoi giorni, rassegnatevi!), sì gli avete fatto fare 8 anni di asilo ma in quelli che “il bambino si deve divertire, deve giocare, deve conoscere, scoprire”. Insomma in un centro molto politically correct, OK OK eravate nella fase pane amore e PD. Come fu e come non fu vostro figlio arriva con un candore virginale il primo giorno di scuola, in prima elementare.

E lì iniziano i guai! Perché ci si scontra con la competizione, anzi La Competizione. Delle mamme, che mandano i figli che sanno leggere, scrivere, fare le divisioni a 7 cifre e tradurre un po’ dal sanscrito le Sacre Scritture. Dei figli, che sanno di essere dei geni, che leggono, scrivono, dipingono, sanno lavorare a maglia, fanno 7 sport e suonano l’arpa celtica. Delle maestre, che sanno di avere una classe di geni e che pertanto saranno consegnate alla gloria dei secoli come le maestre dell’anno.

E poi ci siete VOI.

I vostri pargoletti con tanta fantasia, creatività e sensibilità che hanno giocato tantissimo a fare i cavalieri e le dame, che hanno ballato tanto, cantato tanto. Ma non sanno come si tenga in mano una penna e non hanno mai visto un quaderno prima del primo-giorno-di-scuola-della-prima-elementare. E voi genitori ne avete tutte le colpe! Perché non gli avete spiegato per tempo l’algebra? Perchè non gli avete fatto vedere un quaderno a righe? Ma ormai è tutto troppo tardi..

Dopo qualche giorno di compiti iniziate a dubitare fortissimamente del loro acume, anzi iniziate a convincervi che quel tenero frugoletto che vi fissa con gli occhi pallati non possa essere quel bambino spigliato che avete conosciuto e amato nei primi 6 anni della sua vita. L’ avranno sicuramente scambiato con il gemello scemo il primo-giorno-di-scuola-della-prima-elementare! La maestra vi guarderà con aria sconsolata (e anche un po’ sdegnata) mentre le altre mamme non soltanto non vi interpelleranno mai ma alle feste diranno “che simpatico questo bambino”. E allora? Allora aspettando la riscossa dei compiti (pare debba arrivare verso la fine della seconda elementare..) l’unica alternativa è puntare su altro e quindi SPORT! Vostro figlio diventerà un appassionato di qualsiasi sport a voi venga in mente, lo porterete sempre a tutte le lezioni, tutti gli stage e speranzosamente interrogherete l’istruttore sperando che vi dica: “vostro figlio è portato”, anzi no, non chiederete nulla perché già lo sapete: vostro figlio è un futuro sportivo e campione olimpico ecco perché non sa fare il dettato.

Io sono arrivata anche oltre per la recita di Natale.

Entra mio figlio e mi dice che ha una parte nella recita di Natale. “Amore che parte reciterai” “mamma un cavaliere di nome Orazio”. Incredula ed un po’ frastornata mi dico: “Fanno l’Amleto e mio figlio recita Orazio. Ci siamo è il momento del riscatto!!”. Inizio a dirgli di quanto sia bello recitare,  di quanta passione ci si deve mettere, che esiste un metodo attoriale chiamato Stanislavskij. Che lui deve chiudere gli occhi e pensare di essere Orazio, deve vivere come Orazio, parlare come Orazio. “Bene amore, mi passi il copione così mamma ti aiuta a memorizzare le battute?” “Sì” Ed inizi a leggere una favoletta di Natale che ha per protagonista un bambino (uhm) che va a scuola (uhm uhm) e che chiama il re del paese per fare gli auguri ai sudditi (uhm uhm uhm). “amore scusa cosa devi dire? Non trovo le tue battute” “Mamma devo stare fermo a fare la guardia del castello e poi dirò: No il re non ha ancora preparato il discorso.” “Ah! E poi?” “Mamma e poi niente.”

Bene. Ho capito che anche per questo Natale i sogni di gloria andranno in fumo.

 

 

 

 

 

 

2 risposte a "La prima elementare. Ovvero tutta la competizione che avevate dichiarato non avreste mai avuto nei confronti di altri bambini ed invece avrete"

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